martedì 16 gennaio 2018

Seminario Tomistico Modena - VII conferenza: La natura di Dio

Approfondimenti da non perdere

Proseguono gli appuntamenti del seminario permanente di studi tomistici di Modena tenuto dal Professor Giovanni Turco presso la Parrocchia dello Spirito Santo di Modena. Inserisco il link al video del primo incontro [qui] e quello al canale video dei successivi [qui]. Di seguito potete consultare i video dei due più recenti. Trovate qui i video degli incontri precedenti
- Sesto incontro: L'esistenza di Dio
- Settimo incontro: La natura di Dio.

lunedì 15 gennaio 2018

Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum 2018

Ѐ già stata fissata la data del Pellegrinaggio ad Petri Sedem 2018.

Mons. Kozon, Vescovo di Copenaghen, a Roma con il Populus Summorum Pontificum

Dopo il successo delle celebrazioni del decimo anniversario del Motu Proprio di Benedetto XVI, il CISP ha annunciato a tutti i pellegrini che sarà Mons. Czeslaw Kozon, Vescovo di Copenaghen, a guidarli ad Petri Sedem nel 2018.

Come già annunciato, il prossimo anno, il settimo pellegrinaggio internazionale a Roma del Populus Summorum Pontificum ritroverà la sua data di elezione, il fine settimana della festa di Cristo Re nel calendario rito romano antico, da venerdì 26 a domenica 28 ottobre. 

Al termine della tradizionale processione per le vie di Roma, Mons. Kozon celebrerà nella Basilica di san Pietro sabato 27 ottobre 2018, a mezzogiorno.

La vera unità è nella verità

Riprendiamo da Radio Spada

Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici
  • Primo giorno (18 gennaio), Cattedra di San Pietro: pregare per la conversione di tutti coloro che sono nell’errore.
  • Secondo giorno (19 gennaio): pregare per la conversione di tutti gli scismatici.
  • Terzo giorno (20 gennaio), apparizione all’ebreo Ratisbonne: pregare per la conversione dei Luterani e dei protestanti d’Europa in genere.
  • Quarto giorno (21 gennaio), Sant’Agnese: pregare per la conversione degli Anglicani.
  • Quinto giorno (22 gennaio): pregare per la conversione dei protestanti d’America.
  • Sesto giorno (23 gennaio): pregare per la conversione dei cattolici non più praticanti.
  • Settimo giorno (24 gennaio): pregare per la conversione degli Ebrei.
  • Ottavo giorno (25 gennaio), Conversione di San Paolo: pregare per la conversione degli islamici e di tutti i pagani.
Tra le preghiere tradizionalmente approvate per tale pratica, figura la seguente Coroncina per l’Unità:
Deus, in adiutorium meum intende.
Domine, ad adiuvandum me festina
.
Gloria Patri.
Sui grani del Pater recitare: “Sacro Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli avvolti nelle tenebre dell’errore”.
Sui grani dell’Ave recitare: “Venga Signore Gesù il tuo Regno, nell’unità della Chiesa, per intercessione della tua Santa Madre”.
Si concluda con:
“Vergine Immacolata, Voi che per singolare privilegio di grazia foste preservata dalla colpa originale, guardate pietosa ai nostri fratelli dissidenti, che sono pure figli vostri. Non pochi di loro, benché separati, conservano un qualche culto per Voi. E Voi, generosa qual siete, ricompensateli, impetrando a loro la grazia della conversione. Vittoriosa qual siete, dell’infernale serpe, fin dal principio della vostra esistenza, rinnovate, ora che più stringe la necessità, gli antichi trionfi, glorificate il Figlio vostro, riconducendo le pecorelle smarrite all’unico ovile, sotto la guida del Pastore universale, e sia vostra gloria, o Vergine sterminatrice di tutti gli errori, aver riportato così la pace in tutto il mondo cristiano. Amen”.
Salve Regina.

domenica 14 gennaio 2018

Ave radix, ave porta, ex qua mundo lux est orta

Lux orta est iusto, et rectis corde laetitia (Sal 96, 11).

[...] I rivoluzionari in clergyman probabilmente intuiscono di avere le ore contate e stanno tentando il tutto per tutto per realizzare la propria agenda, ma l’aggressività e intolleranza che li connota è sintomo di estrema debolezza: il loro è un potere basato soltanto sulle menzogne della propaganda e sull’appoggio del sistema massonico che oggi appare imbattibile, ma può dissolversi nel giro di pochissimo tempo. Non conosciamo certo i piani di Dio, ma possiamo presumere che, oltre alle prove, ci riservino grandi sorprese. Il nostro impegno principale, allora, non deve consistere tanto in un rabbioso contrasto alla rivoluzione, quanto in una gioiosa e pacifica riappropriazione di ciò che è nostro: è questo che fa più paura e porta più frutto. Siamo d’altronde innestati su un albero che non può seccare né essere abbattuto. Non praevalebunt! (Don Elia)

Note sopra la liturgia, di Cristina Campo

Note sopra la liturgia 
Cristina Campo

1. 
Negli Apophtegmata Patrum è detto come il demonio sia incapace di conoscere i nostri pensieri perché di un’altra natura dalla nostra, ma come egli possa indovinarli osservando i movimenti del nostro corpo. Di quella spia egli profitta per tenderci i suoi tranelli: donde l’importanza data in ogni tempo al comportamento esteriore e la spontanea venerazione per chi l’abbia perfetto. Costui, oltre a creare intorno a se stesso un anello di purezza inviolabile, sta in certo modo compiendo un esorcismo a beneficio di quanti gli sono prossimi. «Beato – dice san Francesco – quell’uomo che non vuole nei suoi costumi e nel suo parlare esser veduto né conosciuto se non è in quella pura composizione e in quello adornamento semplice del quale Iddio lo adornò e compose».

Léon Bertoletti su Ratzinger e l'ultimo scritto di E.M. Radaelli

Ricevo dall'Autore e volentieri pubblico.

No, no, no, no e no. Non è un Adversus Iosephum, un Contra Benedictum o - come sostengono incurabili qualunquisti - un libello che, dalla nebulosa “tradizionalista”, cita in giudizio per eresia il Sommo Emerito benemerito. No, non è un parlarsi addosso, a vuoto. Non è un dissertare colto sui massimi sistemi. Gli ottanta paragrafi e le trecentosettanta pagine di Al cuore di Ratzinger, al cuore del mondo, fatica puntigliosa di Enrico Maria Radaelli, edizioni pro manuscripto Aurea Domus, sono piuttosto un saggio sine ira et studio solidamente scientifico, un trattato splendidamente catechetico-teologico-dottrinale, il tracciato lineare di una rotta, l’indicazione spirituale di un obiettivo concreto, un documento pesato, soppesato, meditato. 
Non un lavoro divulgativo o di sintesi, un’opera sistematica. Servirà agli storici e ai commentatori ecclesiastici quando finalmente vorranno aprire gli occhi sulla realtà sgangherata, sulla verità invertita. Con i suoi riferimenti precisi, con i rimandi luminosi all’Aquinate e al Tridentino, con le osservazioni limpide, rende tutto chiaro, dona consapevolezza, apre portali di sapienza. 

sabato 13 gennaio 2018

Vicissitudini del NO

Questa sera ho partecipato alla Santa Messa prefestiva nella mia parrocchia. Grazie a Fra Cristoforo dal quale avevo ricevuto segnalazione dell'articolo pubblicato qualche ora fa, ho notato la traduzione 'diluita' della seconda lettura [vedi]. Purtroppo non c'è stato il tempo di parlarne col sacerdote; ma nella predicazione l'apostolo Paolo è stato completamente ignorato: l'omelia era centrata sulla sequela del Signore e sul 'nome nuovo' di Simone e anche nostro se siamo veramente fedeli alla chiamata del Signore. Ma il problema delle traduzioni è serio e neppure facile da monitorare. Per l'uso personale è bene custodire gelosamente le vecchie traduzioni, per il resto, mantenere alta la guardia.
Volevo piuttosto farvi una piccola segnalazione. Sono stata invitata a leggere la preghiera dei fedeli. Ho dato un'occhiata al foglietto prima della Messa e sono subito corsa in Sacrestia a dire al celebrante che avrei saltato l'invocazione n.4 : la solita solfa sui migranti (immagine a lato). Ha preso il foglietto e, dopo averla letta, ha alzato il pollice e mi ha confermato: saltala! Poi, la n. 6  mi è venuto spontaneo leggerla così: "Perché l'unità dei cristiani sia vissuta nella verità anche nelle nostre famiglie e comunità". Chissà se qualcuno se n'è accorto? Comunque è importante non desistere. In questo caso ne è valsa la pena, grazie alla presenza di un sacerdote secondo il cuore di Dio. Ma è una situazione di 'esilio'. Mi manca la Messa Bella che riesco ad avere solo una volta al mese...

“Lo strano caso della Seconda Lettura spezzettata e mal tradotta nella Messa di domani: 1 Cor 6,13-20” - Fra Cristoforo

L'articolo pubblicato di seguito mostra un esempio lampante di come le traduzioni lasciate all'arbitrio delle singole conferenze epistolari (in seguito alla revisione della Liturgiam authenticamvedi qui e precedenti) possono dapprima annacquare e, come effetto finale, espungere le verità fondanti della nostra fede.

Questa è una di quelle letture che sono state completamente “fratturate” dai Liturgisti. Anche la traduzione è parecchio carente. Ma un motivo c’è sempre. Sono sicuro che pochissimi sacerdoti domani faranno riferimento a questa Seconda Lettura di San Paolo ai Corinzi, perché nettamente in contrasto con l’Amoris Laetitia e tutto l’insegnamento della neochiesa e di Bergoglio.

Non mi soffermo sul fatto che questa Parola sia stata “spezzettata”, perché il mio commento sarebbe troppo lungo. Lascio come sempre a voi lettori, ogni commento, contributo e aggiunta in merito.

Mi soffermerò solo su due punti che ritengo molto importanti da spiegare. Intanto vi posto la Lettura per intero (senza spezzettamenti – nella versione del 1974):

Se si tocca la Humanae vitae crolla la Dottrina sociale della Chiesa

Giustamente Stefano Fontana osserva: «Si sente dire che la Humanae vitae deve essere letta alla luce di Amoris Laetitia. Ma la verità è piuttosto il contrario, è Amoris Laetitia che deve essere letta alla luce di Humanae vitae». Come meravigliarsene, tuttavia, se Bergoglio ha potuto affermare: «Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea» senza che nessuno reagisse, tranne noi qui. Il problema è il nuovo concetto di Tradizione: la 'tradizione vivente' storicista, che cambia secondo le mode del tempo ed è centrata sul soggetto-chiesa anziché sull'oggetto-rivelazione, a differenza della tradizione perenne. Purtroppo è il cambio di paradigma introdotto dal concilio; ma non se ne può discutere. Il nuovo dogmatismo conciliarista sembra aver scardinato i dogmi. Fino a quando?

Se si tocca la Humanae vitae di Paolo VI crolla l’intero impianto della Dottrina sociale della Chiesa: è questo il messaggio contenuto nell’ultimo numero del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dell’Osservatorio cardinale Van Thuân in distribuzione in  questi giorni e dedicato al 50mo anniversario dell’enciclica paolina sull’amore coniugale con un interessante sottotitolo: “il significato pubblico della sessualità umana”. Come dire che, una volta rivista la lezione della Humanae vitae, non cade solo la morale coniugale, né la sola morale in generale, ma anche il senso ultimo dell’impegno per la costruzione della società. A dirlo sono i cinque saggi del fascicolo e, in particolare, l’Editoriale dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi: «Una messa in questione o una liquidazione dell’enciclica con la scusa di un suo “aggiornamento” avrebbe conseguenze negative per tutto l’ambito della Dottrina sociale della Chiesa».

Liberamente tratto da: «La forza del silenzio»

Lo scritto di un nostro lettore. Da assaporare in silenzio.

Ogni non credente in Dio vive lo scandalo di vedersi consegnato ad un universo che lo può schiacciare senza riuscire a vedere l’Amore infinito ed eterno che non cessa di vegliare ogni creatura, anche mentre accade il male. 
L’Amore che non interviene e fa sentire abbandonato il malcapitato è in realtà rispettoso della libertà che non Gli ha dato consenso.

La nostra epoca urla spesso la propria accusa al Dio assente ed indifferente di fronte al dolore e alla morte, ma si tratta della stessa folla che ha dato il proprio assenso legale alle ragioni della morte, salvo ritrovarsi incapace di accettarla ogni volta che essa bussa inattesa nella sua scomoda realtà.
Alla fine l’uomo si ribella proprio contro Chi è stato escluso dalla vita, il che equivale ad emettere un rumore vuoto, che non possiede né risposta, né speranza. 
Diverso è il grido di chi tiene aperto l’accesso all’Invisibile, sapendoLo presente a sovrintendere il nostro pellegrinaggio terreno: in tal caso anche l’angoscia, l’inquietudine e l’agitazione possono trovare riposo, passando dalla ribellione all’accettazione, da una vita che invece di bestemmiare Dio, Lo adora anche quando c’è la croce.